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    L’ascesa della nuova sinistra macedone: intervista al leader di Levica

    Il 17 e il 31 ottobre di quest’anno si sono tenuti rispettivamente il primo e il secondo turno delle elezioni locali nella Macedonia del Nord, un paese che in tempi recenti ha visto la crescita graduale di un partito di sinistra (Levica) che sta diventando una forza preminente sullo scenario politico nazionale.

    di Adrian Waters

    In queste elezioni Levica è riuscita ad ottenere risultati straordinari in confronto a quattro anni fa quando era ancora un movimento emergente e senza notorietà. Dopo le elezioni amministrative del 2017 solo tre consiglieri comunali in tutta la Macedonia erano di Levica, adesso sono 49 in totale. Nonostante il fatto che nessuno dei candidati sindaci del partito è riuscito a vincere il primo turno o ad andare al ballottaggio, il voto dei membri e dei sostenitori di Levica sono stati decisivi per la vittoria della coalizione elettorale guidata dal partito principale di opposizione VMRO-DPMNE che ha guadagnato 43 sindaci (inclusa nella capitale macedone Skopje) contro i 16 del partito di governo SDSM. Tre giorni prima del secondo turno, Levica rilasciava una dichiarazione sollecitando indirettamente il proprio elettorato a dare il colpo di grazia al governo guidato dal premier Zoran Zaev, responsabile di vari misfatti, tra cui: il cambio del nome del paese (contrario al volere del popolo), il coinvolgimento nella criminalità organizzata e nell’estorsione (come mostrato in alcuni reportage del giornale italiano La Verità), una politica inefficiente contro la pandemia che ha fatto diventare la Macedonia il paese europeo con il più alto tasso di mortalità legata al Covid-19, e tendenze autoritarie da regime ibrido (come viene considerato il paese negli indici della democrazia). Questa decisione dimostra un’ atteggiamento pragmatico da parte di Levica in cui le differenze ideologiche con VMRO-DPMNE, un gruppo di centro-destra, sono state messe da parte per combattere e sconfiggere il nemico comune.

    In seguito alla batosta elettorale, Zaev ha annunciato le sue dimissioni da leader del SDSM e dal ruolo di primo ministro macedone. Finora ha lasciato solo la prima carica e manterrà la seconda fino a che il suo partito non nominerà un successore. Non è esclusa la possibilità che nel breve termine ci siano elezioni parlamentari anticipate, visto che il governo ha perso la maggioranza dopo che un partito della coalizione dominante è passato all’opposizione. Ciò nonostante, rimane il fatto che Levica da forza minoritaria è diventata un fenomeno politico significativo anche grazie al carisma del suo leader e deputato parlamentare Dimitar Apasiev, che ha concesso di rispondere ad alcune domande insieme a Recep Ismail-Haktan, neo-consigliere del consiglio municipale di Skopje.

    Quali fattori hanno facilitato la crescita di Levica in questi ultimi anni?

    La crescita di Levica è stata facilitata prima di tutto dalle sue chiare posizioni ideologiche con cui valuta la costante realtà politica, sociale ed economica in Macedonia. Questo è seguito dal fatto che la compattezza del direttivo di Levica, formata da attivisti che lavoravano da molto tempo prima della fondazione del partito, ha maturato politicamente insieme osservando le condizioni politiche che la repubblica stava attraversando. Certamente uno dei più importanti fattori per la crescita del partito è il deterioramento continuo degli standard di vita, la sensazione crescente che ci sia ingiustizia nel paese, la perdita di fiducia nei partiti politici di lunga tradizione, e la rivolta contro le ingiustizie imposte sulla Macedonia e il popolo macedone – sono tutti elementi a cui Levica punta e tratta per primi.

    Come si può paragonare la situazione politica e sociale in Macedonia oggi in confronto a quando Levica è stata fondata? 

    Essenzialmente, l’unica differenza è l’entrata della Macedonia nella NATO e il vassallaggio accresciuto da fattori politici domestici verso l’occupante straniero; mentre a livello sociale c’è un crescente senso di insicurezza, ingiustizia e disperazione, ovvero delusione per lo status quo. Uno dei cambiamenti più drastici è che negli ultimi anni l’ondata di emigrazione di giovani e professionisti ha lasciato il paese con molto meno potenziale per mutamenti sociali.

    Qual è il significato dei risultati delle elezioni locali che si sono tenute recentemente? 

    Il significato fondamentale di queste elezioni locali è l’annuncio della caduta del governo usurpatore dei partiti criminali SDSM (Unione socialdemocratica della Macedonia) e DUI (Unione democratico per l’integrazione, uno dei gruppi politici che rappresenta la minoranza albanese del paese), in aggiunta al rafforzamento dell’unico partito operaio con una coscienza nazionale e di classe – Levica.

    Queste elezioni locali sono state simili o diverse da quelle precedenti? 

    Sempre più tra il popolo si abbandona l’idea che i partiti maggiori siano l’unica scelta possibile. L’entrata di Levica nei consigli comunali, in alcuni dei quali può determinare la maggioranza, è un segnale verso questa direzione.

    Come possono i neo-consiglieri comunali di Levica fare la differenza nei consigli dove sono presenti?

    Nei consigli comunale dove la maggioranza dipende da Levica, i nostri consiglieri possono dare sostegno condizionato all’approvazione di misure contenute nel nostro programma elettorale che sono nell’interesse dei residenti, mentre negli altri saranno l’occhio vigile del popolo e denunceranno qualsiasi ingiustizia e accordo corrotto che l’establishment vuole tenere nascosto.

    A questo punto, Levica è disposta a partecipare in un governo politico guidato dagli altri partiti dell’opposizione o preferisce elezioni parlamentari anticipate?

    Visto il numero basso di deputati al parlamento (che sono due, tra cui Apasiev), noi non crediamo che con i negoziati per la formazione di un nuovo governo noi riusciremo a far approvare leggi o riforme politiche soddisfacenti per giustificare la nostra partecipazione in un eventuale nuovo governo, quindi preferiamo elezioni che possano rafforzare la nostra posizione e che porteranno il nostro numero di membri nel parlamento macedone alla doppia cifra.

    Considerando il fatto che elezioni parlamentari anticipate sono una possibilità al momento, quanti deputati si aspetta di guadagnare Levica? 

    Il modello elettorale in Macedonia, ossia la divisione del paese in sei collegi elettorali, oltre alla natura diversa delle elezioni parlamentari da quelle locali che non consentono una duplicazione consistente dei risultati, insieme ad una nostra incompleta partecipazione nelle elezioni amministrative (Levica aveva liste di consiglieri in meno della metà dei comuni in Macedonia) non permettono una previsione precisa del numero di deputati. Tuttavia, ci aspettiamo che il numero cresca, con la tendenza che il risultato porti a percentuali di consenso a doppia cifra.

    Quali sono le condizioni di Levica per unirsi o sostenere un nuovo governo?

    Le richieste che Levica proporrà per un possibile appoggio dipenderanno dalle forze disponibili (ossia il numero di deputati) e non possono essere predeterminate, ma comprenderanno: il trattamento di casi criminali che sono stati messi “nel cassetto” da pubblici ministeri corrotti subordinati all’esecutivo attuale, riforme nel sistema giudiziario, l’aumento del salario minimo, la modificazione del modello elettorale in modo da introdurre una sola circoscrizione, la cessazione delle negoziazioni umilianti con la vicina Bulgaria, l’annullamento del cosiddetto “Accordo di Prespa” (che ha portato al cambiamento del nome del paese da Macedonia a Macedonia del Nord), la chiusura delle discariche dove si bruciano i rifiuti tossici stranieri e una più grande collaborazione con i paesi al di fuori della NATO.

    Qual è la linea di Levica verso l’accordo di Prespa e il cambio del nome della Macedonia? Secondo voi, c’è un modo per ribaltarlo?  

    Levica è esplicitamente contro il cambio del nome, l’accordo di Prespa con la Grecia (che è contro il volere della maggioranza espressa nel referendum del 2018), è anche contro l’adesione della Macedonia alla NATO. Noi crediamo che niente sia finito ed eterno e che questi siano processi storicamente reversibili.

    Qual è la posizione di Levica sul veto della Bulgaria sull’avvio delle trattative per l’entrata della Macedonia nell’Unione Europea?

    Il veto della Bulgaria è solo la continuazione contemporanea delle ambizioni per una Grande Bulgaria, che si nutrono da più di un secolo e che nel passato furono le cause di guerre e sofferenze al fine di soddisfare le idee sciovinistiche della borghesia bulgara. Nessun paese deve permettere di essere soggetto a ricatti in termini di sovranità e di identità nazionale, e quindi in questo caso l’apertura dei negoziati con l’UE non significherà niente se nel frattempo da macedoni diventiamo ‘macedoni del nord’.

    Qual è il punto di vista di Levica sull’adesione della Macedonia all’UE? Il partito sostiene delle alternative?

    Levica non è contraria all’integrazione europea della Macedonia finché la strada verso l’UE non significhi l’accettazione assoluta delle misure neoliberali sulla privatizzazione, e le umilianti negoziazioni sulle questioni nazionali – due istanze che secondo noi danneggiano la sovranità e il benessere di uno stato e del suo popolo costituente. Riguardo alle alternative, visto che noi non condividiamo l’ottimismo dichiarato dall’establishment di un’entrata veloce nell’UE, riteniamo opportuno che nel frattempo (un periodo che potrebbe durare molti decenni) la Macedonia dovrebbe iniziare una collaborazione con tutti i paesi del mondo e non immettersi ciecamente nella mentalità retrograda di una nuova guerra fredda. Prima di tutto, dobbiamo rafforzare i nostri legami con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ovvero la Repubblica Popolare Cinese e la Russia, e anche i paesi dell’Europa orientale e il Movimento dei Non-Allineati.

    Quali sono i vostri pensieri e/o aspettative sul futuro della Macedonia e della sinistra macedone in generale?

    Noi siamo convinti che Levica continuerà a crescere e a diventare un maggiore fattore politico in Macedonia e che, in future circostanze storiche favorevoli, si trasformerà nel detentore principale del potere politico nel paese. Per la Macedonia, i pronostici per il prossimo periodo purtroppo non sono ottimisti! La nuova crisi energetica sarà solo una parte della catena delle scosse economico-sociali che, in conseguenza agli ultimi 30 anni di governi maligni e corrotti, diminuiranno ancora di più gli standard di vita già bassi del macedone medio.

    Извор: http://www.sinistraineuropa.it

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